Si avverte il respiro della pianura nella cascina tra le risaie (2005-2007) e i terreni coltivati di Lomello. Quando Massimo Martelli l’acquistò, era poco più d’un rudere assediato dalle erbacce. Eppure, a guardarla oggi, sembra che mai abbia subito interventi di recupero: è questo il frutto d’un progetto che ha mantenuto la fisionomia, il sapore e gli elementi dell’architettura vernacolare, rileggendoli tuttavia in chiave contemporanea, come appare evidente dall’uso della pietra per le superfici e dalla vetrata nel vecchio corpo di fabbrica ora adibito a studio, dove non si scorge lo iato tra vecchio e nuovo, che si fondono mirabilmente.

La cifra stilistica non invasiva e al tempo stesso di forte personalità connota l’intera opera di Martelli, fin dalle prime prove.

Tra di esse, la Chiesa evangelica di Arona (1988), che presentò una doppia sfida: affrontare il tema del sacro – tra l’altro misurandosi con una sensibilità diversa da quella cattolica radicata nella nostra cultura – avendo a disposizione fondi limitati.

Il risultato è sorprendente nella sua semplicità: un piano terra rivestito in pietra, che funge da basamento, sul quale si aprono le scalinate di accesso al tempio vero e proprio, ubicato al primo piano, concluso in copertura da una piccola cupola piramidale.

Sulla facciata, ecco le tre porte di uguali dimensioni, ciascuna sovrastata da un oculo quadrato; l’interno è a tre navate, le laterali con matroneo.

Si coglie, nel gioco dei volumi, la lezione di Aldo Rossi e del suo neorazionalismo, che ritroveremo in altre realizzazioni.

Per esempio l’edificio per abitazione e uffici nel veronese (2004): i prospetti su strada sono scanditi dal sapiente gioco pieni-vuoti, che si apre nella facciata posteriore, dove pilastri e parapetti s’intersecano a formare un reticolo, trasparente citazione di Tendenza, il movimento che ebbe in Aldo Rossi il proprio caposcuola.

ristrutturazione MilanoSono ritmo e proporzione gli elementi costitutivi del progetto, proprio come nella ristrutturazione di un palazzo a Milano (2017), nel quale alla parte storica, risalente agli inizi del secolo scorso, ne è stata aggiunta una costruita nel cortile e destinata a ospitare la sede di un’azienda che opera nel campo della moda. Chi passa per la via scorge una facciata che nulla ha perso della propria storia, mentre i nuovi spazi che s’innestano nel corpo preesistente sono parte in muratura, parte in travi di metallo e vetro, con sottili pilotis che alleggeriscono i diversi volumi in cui si articola il complesso.

Tema insidioso quello delle villette a schiera, in cui corrivo e banale sono sempre in agguato. Martelli ha scansato l’uno e l’altro nelle bifamiliari a Morimondo (2000 per la prima parte e 2020 per la casa finita), realizzate non lontano dall’antico borgo, tra i più belli d’Italia.

Per non turbare con soluzioni avventate un equilibrio sedimentato nei secoli, sono stati ripresi colori e forme della tradizione lombarda, quali il dialogo tra mattoni e intonaco o le ringhiere sui ballatoi, così da rispettare il contesto con garbo e misura.

Il rapporto privilegiato con il paesaggio assume un ruolo centrale nelle case di vacanza a Ibiza e in Sardegna. L’ampliamento – o per meglio dire la sostanziale ricostruzione – di una piccola finca ibizenca tra gli ulivi (1996) muove dalla rilettura dei modelli popolari e dall’apporto degli artigiani locali e delle loro consolidate tecniche costruttive.

Il bianco abbacinante degli intonaci domina anche negli interni, con le sedute in muratura sulle quali poggiano morbidi cuscini, sottolineando la continuità con l’ambiente circostante, nel quale s’inserisce con naturalezza anche la piscina.

Le grandi tende a vela svolgono la duplice funzione di creare zone d’ombra e istituire un contrappunto cromatico.

finca ibiza

Le tre case a Chia (2014),nella Sardegna meridionale, si adagiano tra le colline, nel verde sommesso della macchia mediterranea.

villa Chia - Sardegna

Ciascuna di esse, in parte seguendo le ondulazioni del terreno, presenta altezze diverse e anche la scala esterna che conduce alla terrazza sul tetto diventa elemento di disegno; negli esterni, l’intonaco si alterna al rivestimento in pietra locale, che aggiunge un sapore arcaico alle costruzioni rivolte verso il mare.

Un esempio di equilibrio tra rispetto per lo spirito del luogo e talento progettuale, senza concessione alcuna all’autocompiacimento o alle ostentazioni ipermoderne.

Terminato il Politecnico, Martelli concluse la propria formazione nello studio di Luca Scacchetti, prematuramente scomparso nel 2015. Da lui ha appreso quell’eleganza discreta, molto milanese, che ritroviamo nelle sue architetture d’interni, sia per abitazioni, sia per uffici o terziario. In un caso e nell’altro s’impongono l’attenzione per il dettaglio e il rifiuto di ogni enfasi: si tratta infatti di reinterpretare l’esistente senza tradirne il carattere, come appare con tutta evidenza in due appartamenti di media metratura (2020) ubicati nello stesso palazzo del capoluogo lombardo e costruito negli anni Venti del Novecento.

Nel primo (2020), al piano rialzato, la zona giorno è un unico spazio che ingloba le piccole stanze in cui era suddiviso. Per la cucina, che fluisce senza soluzione di continuità dal soggiorno, mobili su misura in metallo, lasciato volutamente grezzo, così come i telai delle finestre, oltre le quali si scorgono le geometrie delle vecchie inferriate.

L’articolato disegno del parquet a listoni scuri genera un’assonanza con il soffitto, sul quale sono stati ricreati cassettoni policromi che impreziosiscono l’ambiente domestico. Bagno verniciato sui toni del nocciola, libreria in muratura e poltrone di modernariato in cuoio verde.

appartamento Milano - cucina

appartamento Milano - cucina isolaIl secondo appartamento (2002), sito all’ultimo piano, è su due livelli collegati da una suggestiva scala a chiocciola in metallo.

Parquet a listoni, questa volta paralleli e di sfumature diverse.

Punto focale del soggiorno è il caminetto, ricavato in una parete a sbalzo che contiene la canna fumaria e s’incastona tra le due falde spioventi del soffitto con travi a vista.

Nella cucina in legno chiaro, le antine dei pensili sono decorate da un motivo che si può leggere come un omaggio alla libreria Piroscafo di Aldo Rossi e che ritroviamo in un’altra ben più ampia cucina per una casa a Basiglio (2018) (Sfoglia →), nell’hinterland milanese, bianca e dotata di isola.

Il nitore delle superfici contraddistingue anche uno showroom a Milano (2005), distribuito su due livelli e destinato a una casa di moda. Tutto, comprese le scrivanie col piano di vetro, è concepito per porre in risalto il colore degli abiti esposti.

Nella ristrutturazione di un bar (2015), un soppalco letteralmente appeso al soffitto riesce a dissimulare la propria audacia costruttiva nei colori caldi e nell’atmosfera accogliente degli arredi, dove il bianco delle sedie introduce una nota di contrasto.

Una sede aziendale in un immobile d’epoca (2016/2017) riesce a coniugare l’antico, debitamente manutenuto, con l’aspetto funzionale delle sale riunioni, delle postazioni di lavoro e dei servizi.

Una notissima carrozzeria (2020) costruttrice di supercar ha affidato a Martelli un compito soltanto in apparenza semplice: aggiungere bagni per i visitatori nel salone dove sono esposti i costosissimi esemplari unici.

Un lusso evidente avrebbe guastato il sapore di officina da salvaguardare a ogni costo, mentre una soluzione sommaria, anche se pratica, non si sarebbe adattata alla clientela internazionale più che facoltosa.

I rivestimenti, le luci, la linea dei sanitari hanno creato l’atmosfera giusta. Tanto di capello: obiettivo raggiunto.

 

Testo di Renato Besana

carrozzeria servizi

Biografia

Lo Studio dell’Architetto Massimo Martelli opera attivamente sul territorio delle provincie di Milano, Pavia, e alta Italia in generale dal 2006. Nel corso degli anni abbiamo esteso il campo di intervento dalla semplice manutenzione a quello più propriamente delle ristrutturazioni con modifiche anche radicali di edifici esistenti, alla costruzione di immobili di civile abitazione e industriali ed al restauro di beni immobili sottoposti a tutela.

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